Ashgabat ASB: l’aeroporto dalla forma più originale al mondo.

rendering dell'aeroporto di Ashgabat ASB

rendering dell’aeroporto di Ashgabat ASB

Il Turkmenistan, situato a nord dell’Iran, a sud dell’Uzbekistan e proteso tra le rive del Mar Caspio e l’Afghanistan, è attraversato dall’antica Via della Seta. Per quest’ultima ragione, e per il fatto che riceve poco più di 2000 turisti occidentali all’anno, è un paese con un enorme potenziale di sviluppo turistico.

Per non farsi trovare impreparati nel momento in cui questo dovesse succedere, da poco meno di un anno è stato inaugurato il nuovo aeroporto di Ashgabat ASB che, nonostante abbia una capacità per 1600 passeggeri l’ora, 14 milioni di passeggeri l’anno, riceve a tutt’oggi i voli di solo 6 compagnie straniere: Belavia, China Southern Airlines, flydubai, Lufthansa, S7 Airlines e Turkish Airlines, oltre che essere l’hub di Turkmenistan Airlines; dal 23 dicembre 2016 quest’ultima vola anche a Milano MXP.

il soffitto del terminal principale si ispira a motivi di tappeti tribali

il soffitto del terminal principale si ispira a motivi di tappeti tribali

Ma non sono solo ed escusivamente i numeri che fanno grande l’aeroporto costato 2,3 miliardi di dollari e con una pista di 3800 metri di lunghezza capace di servire i wide-body e i double-deck quali Airbus A380 e Boeing 747-8, è infatti soprattutto l’architettura che ne richiama l’attenzione.

Il terminal principale ha la forma di un falcone, simbolo del Turkmenistan, ed è stato registrato dalla World Record Academy come il “Più Grande Edificio a Forma di Uccello”, mentre il soffitto, decorato con motivi che richiamano quelli dei tappeti tribali, è stato insignito dal Guinness Book of Records come “La più grande superficie con motivi di tappeti tribali al mondo”.

Nello zelo, e nella fretta, di farne un aeroporto simbolo la torre di controllo è stata costruita sul lato sbagliato delle piste, così che il terminal blocca la visuale ai controllori mentre conducono i piloti verso le piazzole e le porte di sbarco.

Tutti i servizi dell’aeroporto sono aperti sulle 24 ore, così come le sale passeggeri, quelle vip, bar e ristoranti, biglietterie e uffici delle compagnie aeree, il duty-free shop, gli sportelli di cambiavalute, la dogana e controllo passaporti, la saletta riservata a madri e bambini.

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Turkmenistan Airlines T5, il cui slogan è Simbolo di Ospitalità, copre 23 destinazioni con una flotta all-Boeing di 33 aerei passeggeri configurati in due classi di servizio e condotti da equipaggi istruiti in Occidente.

Ilyushin IL76 cargo di Turkmenistan Airlines; la flotta passeggeri è all-Boeing strutturata in due classi

Ilyushin IL76 cargo di Turkmenistan Airlines; la flotta passeggeri è all-Boeing configurata in due classi

La pagina ufficiale dell’aeroporto di Ashgabat su Instagram.

airberlin dichiara bancarotta.

 

Berlino TXL è uno degli hub di airberlin

La strategia espansiva di Etihad, fatta di acquisizioni di partecipazioni in diverse compagnie aeree, perde un altro pezzo. Dopo Alitalia, entrata in amministrazione controllata in data 2 maggio, è ora la volta di airberlin.

Nel giorno di Ferragosto, che in Germania non è festivo, la seconda compagnia tedesca per numero di passeggeri trasportati, appena sotto i 29 milioni nel 2016, ha chiesto, e con molta meno fanfara che nel caso della compagnia tricolore, una procedura di insolvenza dopo che il suo azionista di maggioranza, Etihad appunto con il 29,2% di partecipazione, ha deciso di non essere più intenzionato a sostenerla finanziariamente visto il trend negativo e le continue perdite. AB ha perso quasi 2,14 milioni di euro al giorno nel 2016, 1,22 al giorno nel 2015, 1,03 al giorno nel 2014 (source Wikipedia).

Il Governo tedesco, alla luce dell’emergenza e della particolare situazione di molti connazionali nel periodo delle vacanze, si è dichiarato disposto a concedere un prestito pubblico di 150 milioni di euro per garantire i voli nelle prossime settimane; si considera che saranno sufficienti per fare volare la compagnia ancora per 90 giorni.

La soluzione del prestito ponte è simile a quella utilizzata per il caso di Alitalia, per AZ si è trattato di 600 milioni di euro, in entrambi i casi necessari per garantire i creditori della solvenza e continuare così a fare volare gli aerei mentre le parti sane delle rispettive compagnie, o quelle appetibili dal mercato, sono alla ricerca di possibili acquirenti.

Per quanto simili i due casi hanno una differenza fondamentale alla base: va infatti ricordato come per airberlin Etihad abbia deciso di “staccare la spina”, mentre per Alitalia i finanziatori emiratini abbiano ricevuto una bocciatura da parte di un referendum condotto tra i dipendenti all’accordo sindacale / piano industriale che avrebbe potuto rilanciare il vettore (leggi qui).

Quella che è ancora in corso non è stata una buona estate per le compagnie del Golfo. Oltre al doppio colpo AZ / AB Etihad ha archiviato il 2016, e proprio a causa del rosso negli investimenti europei, con una perdita di 1,87 miliardi di dollari a fronte di un utile di 103 milioni nell’anno precedente. Emirates da parte sua ha annunciato la rescissione unilaterale dell’accordo di gestione decennale, iniziato nel 2014, con la angolana TAAG a causa delle “protratte difficoltà” a rimpatriare i proventi delle vendite dei biglietti. Qatar Airways nel frattempo si è vista cancellare l’accordo di code-share dal partner in oneworld American Airlines, nonostante l’offerta di acquisire un 10% di partecipazioni nella compagnia a stelle e strisce.

Con Norwegian dall’Irlanda a New York per 65 dollari. Ma non è vero.

le nuove destinazioni di Norwegian Air Shuttle verso gli Usa: lontani dalle rotte trafficate, e pratiche

le nuove destinazioni di Norwegian Air Shuttle verso gli Usa: Newburgh, Hartford, Providence

Dopo che il DOT, Department of Transportation, il Ministero dei Trasporti degli Stati Uniti, ha concesso la licenza alla sussidiaria irlandese di Norwegian Air Shuttle per effettuare voli internazionali  verso il territorio degli Usa, è esplosa la polemica.

Le grandi compagnie aeree nordamericane già si sentono sotto assedio da parte di ME3, le 3 sorelle del Golfo (Emirates, Qatar Airways, Etihad Airways) e ora ci si mette pure una low-cost norvegese che ha in ardire di connettere il Vecchio Continente con il Nuovo e lancia tariffe, udite udite, di 65 dollari a tratta tasse incluse.

Considerando che con 65 dollari vi comprate a malapena un biglietto di treno da Boston a Washington, sembra troppo bello per essere vero. Ed infatti non affollatevi sul sito Norwegian perché quelle tariffe non ci sono più … se mai ci sono state per più di un paio di passeggeri, dato che la stessa pubblicità recita From $65, Da $65 … in su. Insomma, sembra un’altra delle boutade tipica delle LCC, le compagnie a basso costo, le quali oltre che trasportare scomodi i passeggeri sono brave a farli volare tra aeroporti sconosciuti e per prezzi che non sono mai quelli pubblicati. Ecco infatti che i nuovi 38 voli settimanali collegano Belfast con Newburgh, oppure Cork con Providence. Cioè posti costosi da raggiungere dal resto d’Europa con città lontane da ogni attrazione. Senza considerare, poi, che nella politica delle low-cost, e nella migliore delle ipotesi, non sono compresi pasti, bevande e ci sono pure restrizioni al bagaglio.

accidenti, sono già tutti venduti

accidenti, sono già tutti venduti

Ma ipotizziamo che già vi troviate a Dublino per le vacanze estive e vi venga una irresistibile voglia di prendervi un caffè Starbucks in Times Square per sciacquare una Guinness via l’altra, cosa fate? Ma vi mettete sul sito di Norwegian e prenotate un volo (ad esempio andata 8 – ritorno 14 luglio in tariffa LowFare+ che consente un bagaglio a mano di 10kg e uno in stiva di 20kg, posto riservato e pasto con bevande) che, accidenti, costa 225 dollari all’andata e 258 dollari al ritorno = totale 483 dollari (ricerca effettuata il 6 marzo 2017). Atterrate poi alle 18:45 a Newburgh-Stewart Airport che dista 70 miglia da Times Square, 112 km, e una dozzina di km dalla stazione dei treni di Beacon, linea diretta con Grand Central, al di là del fiume Hudson. Tempo stimato di arrivo a Times Square: non prima di mezzanotte.

Seconda opzione: volate Air Lingus, che da quanto mi raccontano non è poi così meglio di una low-cost, ma che atterra alle 13:20 a JFK, collegato tramite Air Train + rete metropolitana a Times Square. Costo 680 dollari (tariffa include bagaglio a mano di 10kg e in stiva di 23kg, posto riservato e pasto con bevande). Pure United e American Airlines hanno voli diretti ma leggermente più costosi.

Differenza prezzo: 200 dollari, due bigliettoni: vince Norwegian.

Sbattimento per raggiungere la meta: senza dubbio vince Air Lingus. Con quest’ultima potete anche accumulare punti Avios, il programma di British Airways.

Livello di avventura: volate su un aeroporto pressoché sconosciuto e arrivate in città passando sotto l’alta cupola della Gran Central Station, vince Norwegian. Inoltre, sempre che abbiate voglia di trascorrere la prima notte a Beacon, probabilmente molto più economica in quanto ad alloggi che New York, il giorno appresso potete visitare DIA:Beacon e la splendida collezione di arte contemporanea ospitata nella struttura della ex fabbrica di biscotti Nabisco.

In conclusione, c’è sempre modo di trovare un lato positivo, dipende da come si guardano le cose. Quello che, nonostante tutto, non mi sembra giustificato, è l’indignazione delle compagnie legacy: Norwegian, per ora, non è concorrenza.

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Notizie dell’ultima ora, e a quanto pare due buone notizie. Dal mese di luglio, per tutti i passeggeri in partenza sia da Dublino che da Shannon verso Newburg-Stewart SWF e Providence PVD, Norwegian ha organizzato per voi un servizio di pre-clearance alla partenza, tutte le pratiche di frontiera e doganali, così che i passeggeri in arrivo negli USA saranno trattati come provenienti da voli domestic. Inoltre, per $20 un servizio di shuttle bus sincronizzato con i voli Norwegian e operato da Coach USA vi porterà dall’aeroporto di SWF a “central New York City”.

Le carte di credito per accumulare miglia: MilleMiglia e Miles&More.

Ancora poco diffuse, e limitate a solo due programmi di frequent flyer, anche in Italia sono presenti carte di credito che permettono di accumulare miglia, nello specifico per MilleMiglia di Alitalia e Miles&More di Lufthansa.

In confronto ai vantaggi che portano le carte di alcuni Paesi stranieri, ad esempio quelle degli USA e della Gran Bretagna, le carte nostrane sono veramente delle sorelle minori ma, a mio avviso, la mancanza di concorrenza non è dovuta tanto agli istituti bancari quanto al poco uso che si fa in Italia della carta di credito.

Il programma MilleMiglia di Alitalia conta su due prodotti: la carta MasterCard emessa da Intesa San Paolo e quelle emesse da American Express, tra queste ultime analizzeremo la Carta Alitalia Oro.

Miles&More, programma per i frequent flyers di Lufthansa, ma pure Swiss e Air Dolomiti, si avvale dei servizi MasterCard e della banca UniCredit.

Per tutte le carte è necessario essere precedentemente iscritti ai programmi di frequent flyer.

AZ carta intesa

Carta Intesa SanPaolo Alitalia

Intesa SanPaolo sta ritirando tutte le carte di credito emesse nell’ambito della collaborazione con Alitalia. Il recesso dal contratto relativo alla carta avrà effetto dal 30 settembre 2017. Dal 1 luglio 2017 per i titolari del programma MilleMiglia cesserà l’accumulo automatico di miglia.

 

 

AZ amez oro

Carta Alitalia Oro American Express

Si tratta di un prodotto costoso (quota gratuita per il primo anno e di 190€ per gli anni successivi; le carte aggregate sono gratuite se richieste contestualmente alla carta titolare) ma che offre senza dubbio grandi vantaggi in termini di miglia e accesso ai Club Alitalia. Tra le 3 carte cobranded Alitalia commercializzate da American Express, è quella più equilibrata tra costi/benefici. (qui per la Carta Alitalia Verde American Express)

  • Bonus di benvenuto di 10.000 miglia. 1,25 miglia per ogni euro speso, 3 miglia per ogni euro speso in autonoleggi Avis e 3 miglia qualificanti per ogni euro speso in biglietti Alitalia.
  • Accesso immediato al Club Ulisse, che tra gli altri vantaggi permette un bagaglio extra gratuito sino a 23 kg. Per gli anni successivi al primo lo status di Club Ulisse si rinnova con solo 10.000 miglia qualificanti invece che 20.000.
  • Bonus di miglia sufficienti per un biglietto premio per un accompagnatore se in un anno si spendono almeno 15.000€.
  • Check-in ai banchi di business class anche per voli in economy class.

Tutti i vantaggi della carta sono qui.

Carta Unicredit Flexia Gold Miles&More

La carta è disponibile solo per i clienti UniCredit. Quota annuale 100€; costo emissione della carta 10€.

  • Welcome bonus di 2.000 miglia all’attivazione della carta. 1 miglio per ogni 2 euro di spese usando la carta. 1 accesso gratuito alla Lufthansa Business Lounge ogni 12 mesi.

Viste le caratteristiche qui sopra possiamo affermare come non sia una carta che invoglia alla sottoscrizione, ma il vantaggio per i titolari è che la scadenza delle miglia viene sospesa se la si possiede da almeno 3 mesi e si effettua almeno un acquisto al mese; senza questa carta le miglia Miles&More vanno riscattate entro 36 mesi dalla data del credito altrimenti scadono.

Altri caratteristiche della carta sono qui sul sito ufficiale.

 

Accordo di code-share tra Alitalia e Aerolineas Argentinas.

Airbus A330-200 di Aerolineas Argentinas

Sono dovuti passare 5 anni, dall’ingresso di Aerolineas Argentinas in SkyTeam, perché la compagnia argentina e Alitalia giungessero ad un accordo di codeshare, entrato in operatività del 23 maggio, sulla tratta Roma FCO – Buenos Aires EZE.

L’accordo migliora la connettività dei clienti delle due compagnie sul mercato Europeo e Sudamericano. Alitalia può così commercializzare e mettere il proprio codice sui voli di AR per EZE e in connessione per ben 42 destinazioni servite dalla compagnia in Sudamerica, quali ad esempio Iguazú IGR, Bariloche BRC, Ushuaia USH, Montevideo MVD, Lima LIM; allo stesso modo nei sistemi di Aerolineas entra l’operativo di AZ per Roma e a seguire per 16 destinazioni in Italia e altre 16 in Europa e Asia come Zurigo ZRH, Berlino TXL, Atene ATH e Abu Dhabi AUH.

Dal mese di luglio AR incrementerà la frequenza dei voli a uno al giorno, attualmente ne vola 5 alla settimana, mentre AZ già opera un collegamento quotidiano con apparecchio Boeing B777-200ER. Dal mese di settembre la nuova ammiraglia della flotta, un Boeing 777-300ER, verrà impiegato 3 volte alla settimana permettendo un incremento di capacità sulla rotta del 13%.

L’accordo di codeshare si estende anche all’accumulo e all’utilizzo delle miglia sia sul programma MilleMiglia che su Aerolineas Plus.

Alitalia tiene alta la fama della cucina italiana.

Lontane dalle problematiche amministrative e gestionali dell’azienda, che dall’inizio del mese di maggio è in amministrazione controllata, le cucine di Alitalia continuano a deliziare i passeggeri delle classi premium.

A definire la qualità del cibo a bordo di Alitalia non sono solo i premi ricevuti per 7 anni di seguito dai lettori della rivista nordamericana Global Traveler, che dal 2010 la incoronano Best Airline Cuisine e, per quanto possa valere il mio giudizio, non sono nemmeno le mie papille gustative, ma è un dato di fatto che a bordo dell’Airbus A330 che mi sta portando verso Boston si mangia bene, molto bene.

I cocktail sono mixati attentamente, i vini serviti alla giusta temperatura, il pane è caldo e croccante, così come caldi sono i cibi ben disposti su piatti di porcellana Richard Ginori. Tovaglie e tovaglioli sono di candido cotone Frette. La pasta dei primi è cotta al dente, le pietanze sono saporite ma con la giusta sapidità, nessun eccesso nelle spezie o negli aromi per correggere la freschezza dei prodotti che mantiene il sapore ed è la chiave vincente della cucina tricolore.

I menù, diversi a secondo di diverse rotte ed aree geografiche di destinazione, variano ogni tre mesi e si ispirano alla cucina regionale italiana. Nel mese di maggio, i passeggeri della classe business in viaggio verso Boston, sono stati deliziati dalla cucina del Piemonte, mentre la carta dei vini si estendeva pure alla Liguria. Anche la cantina, i piatti sono sempre accompagnati da ottime bevande, è di qualità: bianchi, rossi, passiti, spumanti, birre artigianali, il tutto scelto e curato dalla Fondazione Italiana Sommelier.

Al termine di un pasto italiano, in qualsiasi momento del volo o per colazione, non può mancare un caffè: cialde Lavazza, quattro aromi a scelta incluso il deca.

Negli ultimi voli compiuti abbiamo avuto modo di gustare orecchiette alle cime di rapa e filetto di orata in salsa di limone della cucina pugliese, trofie alla spezzina e millefoglie di mare alla sanremese, agnolotti del Plin al ragù di carne bianca e lombetto d’agnello in crosta di nocciole della cucina piemontese.

Gi assistenti di volo, cortesi e discreti, sono sempre disponibili per consigliare un abbinamento vino pietanze, per cambiare l’orario della cena se si vuole riposare o per servire uno spuntino dolce o salato a base di formaggi, affettati o frutta.

Con la pancia piena ed un sorriso sulle labbra mi sento di considerare che se tutta la gestione di Alitalia avesse la qualità della sua cucina, la compagnia italo-emiratina non starebbe navigando in cieli tanto turbolenti.